
ORT unisce riuso creativo, world music, jazz e tradizioni musicali. Una sedia, una ruota di bicicletta, una tavola da surf con le corde, una valigia o delle biglie diventano strumenti: oggetti e materiali portano sul palco i propri suoni e le proprie storie, in uno spettacolo che mette in relazione musica, ecologia e creatività.
Le composizioni originali si alternano a brani della penisola iberica, del Mediterraneo e del Sud America. La ricerca sugli strumenti di recupero non è separata dalla musica: è il punto di partenza per inventare timbri, arrangiamenti e nuove possibilità espressive.
Rocco Papìa suona la chitarra a sette corde, gli strumenti reusonici a corda e canta. Fondatore di Jacaré e Árduo, è compositore, interprete, ideatore di laboratori e inventore di strumenti. Xavi Lozano porta fiati tradizionali e reusonici, voce e una lunga ricerca sugli aerofoni costruiti con i materiali più diversi. Antonio Sánchez Barranco unisce percussioni tradizionali e oggetti quotidiani, con l’esperienza maturata in progetti come Coetus e nelle collaborazioni con Silvia Pérez Cruz, Maria del Mar Bonet e altri artisti.
Per le scuole il progetto propone due percorsi complementari: il concerto «Música de l’Insòlit» e il laboratorio «Nuovi suoni per un mondo nuovo». Il concerto può abitare teatri, auditorium e sale attrezzate, ma anche spazi più raccolti e situazioni semiacustiche. Il laboratorio non richiede conoscenze musicali precedenti; l’età consigliata parte dagli otto anni.
Video dal vivo e servizi di Euronews Culture, El Periódico, RTVE, Betevé, La Xarxa e Fildmedia documentano il progetto e il lavoro di costruzione degli strumenti. Sono disponibili dossier in più lingue, una scheda tecnica e materiali dedicati alle scuole. Il press kit si richiede a orquestareusonica@gmail.com.



