derivati

Linc #13

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-03-16/la-vigilanza-flessibile-derivati-230057.shtml?uuid=AE9blpn – articolo lungo e molto interessante attorno alla presunta (presunta?) disparità di trattamento tra sistema bancario italiano etedesco da parte i BCE. // Segnalo un passaggio molto importante di questo dettagliato e competente articolo: i derivati non sono valutabili solo, e forse neanche, da chi li ha emessi. Si: i derivati sono prodotti finanziari che l’ente preposto alla valutazione della qualità dei prodotti finanziari (in “pancia” ad una banca, in questo caso) non è in grado di valutare. Al di la delle riflessioni sulla vocazione suicida dell’essere umano contemporaneo, che vi risparmio, nonché sulla mancanza di senso -se non politico- di tali controlli e di tali controllori, aggiornerei quindi la definizione metaforica dei derivati. Questi non sono quindi, come li si suole rappresentare, una scommessa d’azzardo: se io scommetto sulla vincita di un cavallo, ad esempio, so’ che stiamo parlando di cavalli, fantini, forma fisica, chessò, e amenità ippiche varie oltre alle quali mi affido alla fortuna, machiavellica o culo che sia. No, la metafora giusta è: pago per acquistare una scatola chiusa, che non posso aprire e il cui contenuto non è -di fatto- conoscibile, il cui valore è dato da un mercato di possessori di scatole in preda a suggestioni del momento e che potrebbe esplodere e distruggermi la casa da un momento all’altro come scomparire nel nulla e chi s’è visto s’è visto. Siamo oltre la fortuna, siamo al guidare a fari spenti nella notte per vedere se è così difficile morire di Mogolliana memoria. No, non è per niente difficile. 

Grazie a Andrea Sambuchi per la segnalazione

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